In qualità di rappresentante abilitato a supportare le aziende in materia di marchi e Design in molti Paesi esteri tra cui la Russia, in cui la casistica è ben nutrita, apprendo con favore dal Corriere che il fondo sovrano russo (Rdif, Russian direct investment fund), dal valore di 35 miliardi, si impegna ad investire almeno 300 milioni per supportare le imprese italiane che vogliano svilupparsi in Russia.

 

Sebbene in passato sia stato difficile realizzare i piani a causa delle restrizioni sulla Russia e del momento politico negativo, ora sembra arrivato il momento opportuno e i settori di interesse sono le infrastrutture, la manifattura e l’agricoltura.

Pertanto la Russia che ha già rappresentato un mercato importante per le aziende italiane nel passato, continuerà ad esserlo anche nei prossimi anni.

Viste le premesse, è necessario fare chiarezza sui rischi cui è possibile esporsi se ci si affaccia al mercato russo senza la necessaria “attrezzatura” per affrontarlo.

Il mercato russo è ad alto rischio di contraffazione

Affacciarsi al mercato russo sprovvisti delle necessarie protezioni offerte della Proprietà Industriale, può esporre a rischi di usurpazione dei propri diritti.

Sulla contraffazione russa, dal mio osservatorio, mi sento di poter affermare che la natura della violazione ha caratteristiche diverse rispetto a quelle della Cina.

I contraffattori non sono animati da “spirito di copiatura” bensì dal tentativo, dei distributori o di chi interviene nella catena di distribuzione, di legare a sé l’azienda produttrice.

È dunque indispensabile approcciare il mercato soltanto dopo un’opportuna protezione dei prodotti tramite marchio, design o brevetto, in base ai livelli di protezione che il prodotto merita.

In Russia non vale il marchio di fatto

In questo Paese vale la regola del first to file. Ciò significa che il diritto di esclusiva è attribuito a chi per primo ha provveduto al deposito del marchio.

E se malauguratamente hai iniziato a vendere in questo mercato senza aver apportato un’adeguata protezione ai tuoi marchi, cosa potrebbe accadere?

Potrebbe accadere che un terzo, ad esempio il distributore, possa “bloccare” il tuo marchio a suo nome. Ma se poi i rapporti commerciali con il distributore dovessero interrompersi, ti troveresti ad essere contraffattore di te stesso!

A quel punto l’unica difesa possibile, ossia quella di aver utilizzato per primo il marchio in Russia, non sarebbe utilizzabile come in altri ordinamenti.

L’apertura di un mercato all’estero costa fatica e investimenti. Dimenticare di tutelare i propri diritti di Proprietà Industriale, potrebbe significare, buttare soldi dalla finestra!

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