Questo articolo mi sta molto a cuore. 4 casi identici in meno di 3 mesi.

Il copione è sempre lo stesso. L’azienda italiana acquista da produttori cinesi dei prodotti o packaging ad un prezzo conveniente, quindi li immette sul mercato o li espone in fiera.

 

L’incontro con il mercato si rivela una doccia fredda. L’azienda italiana viene raggiunta da una diffida inviata dal legittimo titolare italiano ed europeo di diritti di Proprietà Industriale (Design o Brevetti) regolarmente concesso con la quale si richiede la cessazione immediata della commercializzazione dei prodotti, la distruzione delle giacenze di magazzino e il risarcimento dei danni per l’indebito utilizzo dei titoli, senza il consenso.

La strategia dei cinesi è chiara

Copiano consapevolmente e vendono i propri prodotti ben sapendo che esporranno ai rischi del caso il povero acquirente che ci rimetterà le penne (tempo e denaro).

E dopo il danno, scompaiono. Nessuna collaborazione né economica né materiale.

Volendo utilizzare un noto proverbio partenopeo “Chi spende poco spende assai” è la perfetta sintesi di una storia che si sta ripetendo troppo spesso.

Quali soluzioni?

Tenere alta la soglia dell’attenzione, aumentare la consapevolezza dei rischi cui ci si espone, negoziare l’acquisto di quantitativi non ingenti, richiedere manleve, espletare ricerche e indagini preventive.

Ho il desiderio che la diffusione di questo articolo sia molto ampia in modo da rendere quante più aziende possibile, consapevoli delle dinamiche che si innescano nei rapporti commerciali con i (s)partner cinesi.

Il nostro Studio rimane a Vostra disposizione per qualsiasi chiarimento.

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