La High Court of England and Wales lo scorso mese di Maggio ha applicato le indicazioni della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CG) formulate nella causa C-323/09 fra Interflora e Marks and Spencer.
Secondo i giudici inglesi Marks and Spencer avrebbe generato confusione tra i consumatori digitali con l’inclusione della parola chiave “Interflora” nelle sue campagne AdWords, in quanto era difficile comprendere se Marks e Spencer erogasse il servizio con una struttura propria o tramite Interflora. La presentazione del servizio poteva far credere che Vi fossero dei legami tra la catena di fioristi ed il retailer britannico.

Già la Corte aveva indicato che l’utilizzo del marchio di terzi quale chiave di ricerca su Google AdWords può essere lesiva dei diritti di marchio e danneggiare la funzione di indicazione di origine dei prodotti o servizi propria del marchio così come la funzione di investimento del marchio.

La funzione di garantire l’origine è pregiudicata per l’appunto quando “la pubblicità che compare a partire dalla suddetta parola chiave non consente o consente solo difficilmente all’utente internet normalmente informato e ragionevolmente attento di sapere se i prodotti o i servizi menzionati nell’annuncio provengano o meno dal titolare del marchio”.

Diversamente, la Corte aveva sostenuto che la funzione pubblicitaria del marchio non è danneggiata dall’utilizzo di un segno altrui come parola chiave in AdWords per indicizzare un proprio sito in quanto non danneggia il potere attrattivo del marchio verso i consumatori, nonostante l’acquisto della parola chiave identica al marchio da parte di un terzo potesse causare l’aumento del costo per click di quella parola chiave (per il legittimo titolare).

Infine la Corte esclude che il titolare di un marchio che gode di notorietà possa vietare annunci pubblicitari di concorrenti che utilizzino parole chiave corrispondenti al marchio stesso e propongono un’alternativa rispetto ai prodotti o ai servizi del titolare del marchio, qualora non si realizzi anche una imitazione dei prodotti e dei servizi del titolare del marchio, o un pregiudizio ai diritti del marchio notorio.

Vedremo se Marks & Spencer ricorrerà in appello.